lella con la stampella

Tengo al minimo il battito controllo che il respiro non ceda
Tengo al minimo il battito controllo che il respiro mi segua
22/08/2006

19 agosto, primo giorno di mare (alla buon'ora)

noi e l'estate non si va propriamente di pari passo da un paio d'anni a questa parte. il sole cocente che ti abbronza il braccio sinistro in puro stile muratore poggiato fuori dal finestrino in cerca di un po' di aria, sebbene più simile al getto di un phon che a un qualche tipo di refrigerio, diventa una chimera non appena congiunzioni astrali, cicli mestruali e giorni liberi dal lavoro raggiungono quell'allineamento perfetto che ti permette di dire dai, oggi si va al mare. però non si può sempre sottostare alle previsioni del tempo, così che sabato abbiam detto e va bene, tira la bora, il cielo è più bianco di noi, la spiaggia sarà affollata, ma noi oggi si va al mare. debora è arrivata puntuale con la fettina di manzo ancora sullo stomaco, mentre io e orlanta fingevamo di essere più che satolle col nostro mezzo uovo, mezza mozzarella e 7 foglie contate di rughetta nel nostro. zaini nel bauletto e donne in sella abbiam preso la via per torvaianica, amena località marittima dove il non essere fotomodelle abbronzatissime risulta essere un problema secondario. lungo la strada vedevo il muscolo del braccio destro di orlanta gonfiarsi sempre di più in preda ad uno spasmo agonistico. il vento pareva avere l'unico obbiettivo di catapultarci fuori strada a colpi di raffiche superiori ai 40 nodi. io che non sono mai stata una abituè della moto cercavo di contrastarlo come potevo ma, vuoi che l'aria è popolata di bestiacce che decidono di suicidarsi sulla visiera del casco o sulle braccia nude, vuoi che ogni tanto il mio sguardo veniva catturato da qualche elemento paesaggistico inusuale, è capitato un paio di volte che io mollassi un po' bruscamente la posizione ottimale causando pericolosissimi squilibri all'assetto di per sè precario. alla terza orlanda m'ha detto uev, stai un po' ferma e stringi le gambe, dobbiamo essere un pezzo unico. ho immaginato il palco di christie's e sopra io e orlanta avvinghiate come se fossimo pronte ad affrontare un'imminente calamità naturale, al collo un cartellino con un numero e davanti a noi un pubblico urlante che sparava a raffica cifre a sei zeri. mi sono aggrappata come un koala a un eucalipto e ho detto orlà, va bene così? ora possiamo pure metterci all'asta!
postato da weaver alle ore 19:41 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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Commenti
#1   02 Marzo 2007 - 10:26
 
..divertente! Ahahah! A proposito... siete ancora in moto?? hihihi... ziauuu!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente duevele

#2   30 Luglio 2007 - 21:28
 
UANAUHAUAHUAHAUHAUAH TU SEI MALATA
utente anonimo

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