da venerdì sera è cominciata la lunga serie di difficili digestioni che ha avuto fine solo ieri sera a cena col bucatino alla verza by orlanta che commenta sempre con un "non sa de gnente" mentre io invece mi lecco i baffi, forse anche perchè, dice lei e non si può darle torto, mia madre cucina tutto al vapore insapore.
venerdì sera, per l'appunto, siamo andate al ristorante vegetariano. tutta roba genuina, è solito pensare l'incauto commensale, ma egli sottovaluta le proprietà devastanti dell'onnipresenza di aglio e spezie misteriose che al confronto un etto e mezzo di sugna fritta va giù come l'acqua santa. non so se abbia fatto quest'effetto solo a me, devo ancora indagare. quella sera erano infatti presenti altre sette donzelle... Giovanna, che ha rinunciato ai primi in quanto pure i chicchi di riso erano farciti di ricotta, AnnaElisabeth, che non si sa per quale motivo ma i piatti suoi arrivavano sempre per ultimi a due lunghezze dai nostri e ha finito di mangiare verso mezzanotte meno un quarto mentre noi stavamo già alla terza manche di saltinmente, Lucia e Roberta che schifate dal sidro dolce annacquato hanno dovuto ripiegare su una birra analcolica chè sti salutisti si sa, ci tengono al tuo fegato, EleonoraViviana che a sentir parlare di un certo documentario su forme e dimensioni si sarebbe attaccata volentieri a una bottiglia di amaro per la gioia di Monia che, dal piatto riempito generosamente al buffet, avrà mangiato si e no due olive. dulcis in fundo BernardinaLeonildeAntonietta, che a quel ristorante c'era voluta andare esclusivamente per quelle polpettine di soia che erano squisite solo nei suoi ancestrali ricordi.
Io ho assaggiato un po' di tutto, ma le uniche cose che non mi son tornate a trovare nei sogni son state le zucchine grigliate. insomma, un ristorante da consigliare.
