rifletto.
chi sa quanto sto male? metta il dito qua sotto!
ma come? con tutte quelle mani piene di dita!
che ci state facendo? ve le mettete nel naso? sperimentate l'autostop? scaricate la colpa su qualcun'altro? provate l'anello di fidanzamento? vi tappate le orecchie?
chi guarda il dito? chi guarda la luna?
chi digita quello che gli passa per la testa, chi passa e legge e ci trova dentro qualcosa dell'estraneo più o meno interessante, qualcosa di sè o qualcosa dell'altro che non sapeva. che forse non voleva sapere. che forse avrebbe voluto sapere per primo, prima di quella massa di mani piene di dita che digitando digitando prima di lui hanno scoperto qualche ferita aperta, qualche segreto noto a tutti, qualcosa che fa male a te, a lei, a loro e pure a quell'altro.
mi sono persa come al solito. è difficile esprimere certi pensieri e se mi sentite dire, come da test, in finale sticazzi, non è perchè non me ne frega un cazzo, è solo che mi incarto e non so come uscirne. non mi piacciono certe cose che leggo. è un problema mio, certo, ammesso che lo sia. e bisogna anche capire cosa intendo quando dico che qualcosa non mi piace. è così facile fraintendere. è così difficile capirsi. io non so niente. non so del tuo dolore così come tu non sai del mio. e allora che si fa? ci trinceriamo dietro a tutte le nostre ottime ragioni? ma non è questo il punto. il punto è che, a mio modestissimo parere, il blog non è un posto in cui si possa parlare, nel senso più ampio ma soprattutto intimo del termine. nel blog ci si sfoga, ci si lancia a capofitto nelle più torbide elucubrazioni, si grida al mondo il proprio dolore (perchè la felicità pare essere rimasta l'unico fatto privato, ammesso che esista), si cazzeggia, ci si esprime come meglio si crede etc etc etc che tanto non lo sa nessuno a cosa serve un blog, ma penso di poter dire che non è il posto in cui una persona che conosce l'espressione del viso dell'altra mentre mangia un cioccolatino, che sa dove le si gonfia la vena quando si incazza, che l'ha vista ridere tra le lacrime, possa pensare di dirle qualcosa di privato. io non lo trovo giusto, da nessun lato della medaglia. tutto qua.
