c'era una volta un ciocco di legno e un falegname chiamato mastro cincinino. questo brav'uomo, clonato dall'embrione del suo più celebre antenato geppetto, lavorava il legno per ricavarne dei bastoni lunghi lisci e affusolati. all'inizio non sapeva bene cosa farsene, li appoggiava tutti in fila sulla parete e passava le notti a rimirarli alla tenue luce di una candela. un bel giorno, mentre levigava la sua ultima creazione, una ragazza con i dreads biondi bssò alla porta del suo laboratorio, si presentò e chiese della figlia. "Piacere di conoscerti, Sara" disse il falegname "ho sentito tanto parlare di te! Francesca è al piano di sopra, sta facendo una coperta di nodini, puoi salire se vuoi". La ragazza entrò, diede un'occhiata a quei bei bastoni sul muro, e raggiunse l'amica. Il falegname la guardò metre saliva le scale domandandosi a cosa servissero quelle sfere che teneva in mano. saranno palle cinesi, di quelle cose orientali antistress, pensò. ma come noi tutti sappiamo, si trattava di tutt'altro. dopo circa un'ora mastro cincinino sentì degli strani rumori provenire dal piano di sopra. salì rapidamente la rampa di scale con passo felpato, temendo che un malvivente si fosse introdotto in casa sua e stesse molestando le ragazze, ma quando irruppe in camera della figliola la trovò in atteggiamenti equivoci con l'amica sara. dopo un attimo di perplessità capì cosa stava succedendo e, da bravo uomo d'altri tempi, intimò alle due giovani di sparire per sempre dalla sua umile ma onesta dimora. le due ragazze si rivestirono in fretta e furia, rosse di rabbia e imbarazzo, si precipitarono al piano di sotto e fuggirono lontano, portandosi via due lunghi bastoni, i più belli e perfetti mai creati dal povero cincinino. il falegname rimase così ferito dall'accaduto che ripudiò la figlia e dedicò il resto della sua vita a perseguitare quelle come lei. le due ragazze, invece, segnate nel profondo da quel doloroso giorno, decisero di trasformare quella tragedia in qualcosa di costruttivo. e fu così che naquero il biliardo e l'omofobia.
