chi non ha mai sperimentato un pic-nic sbracata sulle spighe alte mezzo metro a qualche centinaio di passi da un acquedotto romano, non era con noi ieri. non ha potuto mangiare quintali di insalata di riso, esprimere in maniera più o meno logorroica le proprie sensazioni su chi aveva intorno, fare la pipì dietro la casa della contadina, rimorchiare tre ignare signore e farsi poi offrire il caffè venuto da lontano, scoprire dove c'ha la luna nera, apprezzare il grande ruolo che ha la SUGNA nei piatti tipici nostrani. non ha quindi vissuto una giornata bucolica all'insegna di risate nonsense e discorsi esistenziali.
io c'ero. e con me altre 7 aitanti donzelle che non si sono fatte spaventare dalla continua e incombente minaccia delle serpi dell'acquedotto e di tutti quei simpatici animaletti che albergano usualmente nei prati, ragazzini molesti compresi. le sette donzelle hanno, in ordine sparso: discusso di astrologia, riso, mangiato riso, inserito salatini e patatine nelle narici, letto qualche pagina di libro, allungato le mani sulle tette altrui e nei propri pantaloni, mangiato ancora (ad orario continuato), strappato spighe, schiacciato micro pisolini su chiappe varie, hanno cercato gesti e dato attenzioni, donato parole di conforto e sfogato rabbie. hanno scambiato qualcosa di non superficiale. ebbrave :)
