lella con la stampella

Tengo al minimo il battito controllo che il respiro non ceda
Tengo al minimo il battito controllo che il respiro mi segua
29/08/2006

punti di vista





se io esco con i miei amici mi vado a divertire senza di te
se tu esci con le tue amiche stai solo cercando di divagarti
se io sono stanca e mi si chiudono gli occhi dal sonno è perchè non reagisco
se tu sei stanca e ti si chiudono gli occhi, l'unica cosa a cui odi reagire è il sonno
se io faccio qualcosa che non condividi è gravissimo
se tu fai la stessa cosa sono dettagli
se io sono indecisa sul prendere o meno una casa è perchè pretendo troppo, perchè cerco la casa che non esiste, perchè cambio idea in continuazione sulla zona che preferisco
se tu non prenderesti mai quelle stesse case è perchè fanno schifo
se io ho voglia di gelato è perchè mi dimentico della dieta e di tutti gli sforzi fatti in questi mesi
se tu mangi 6 gocciole al cappuccino è perchè che fai, non te lo mangi un dolcetto?
se io mi incazzo tu ti incazzi e metti il muso
se tu ti incazzi e io metto il muso tu ti incazzi di più perchè ho messo il muso
se io dimentico di fare qualcosa dici che io non so fare più di due cose insieme che mi si frigge il cervello
se tu dimentichi di fare qualcosa è perchè io non ti ricordo mai niente
se io mi sfogo perchè mi va tutto storto mi piango addosso e faccio la vittima
se tu ti sfoghi perchè ti va tutto storto hai l'intero universo quadrato ai tuoi marte, venere, saturno, luna e pure chirone che ancora non sappiamo bene che effetti abbia ma sicuramente gravissimi
se io me ne sto un po' da sola a casa mia a fare le mie cose perdo tempo
se tu te ne stai da sola a casa tua a fare le tue cose è il tuo spazio e lo devo rispettare
se il venerdì ti chiedo di fare un programma per il week end ti metto ansia
se lunedì ti dico sabato ce ne stiamo per conto nostro, hai già preso impegni da giovedì a domenica.
se tutto questo fosse vero sembrerebbe assurdo
ma
se io e te
sappiamo ridere di noi
e ci teniamo sempre le mani
davanti alla tv
in macchina
al cinema
sotto al tavolo del ristorante
mentre saliamo le scale
sdraiate sulla spiaggia
in fila alla posta
forse siamo assurde,
ma vere di più.
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22/08/2006

19 agosto, primo giorno di mare (alla buon'ora)

noi e l'estate non si va propriamente di pari passo da un paio d'anni a questa parte. il sole cocente che ti abbronza il braccio sinistro in puro stile muratore poggiato fuori dal finestrino in cerca di un po' di aria, sebbene più simile al getto di un phon che a un qualche tipo di refrigerio, diventa una chimera non appena congiunzioni astrali, cicli mestruali e giorni liberi dal lavoro raggiungono quell'allineamento perfetto che ti permette di dire dai, oggi si va al mare. però non si può sempre sottostare alle previsioni del tempo, così che sabato abbiam detto e va bene, tira la bora, il cielo è più bianco di noi, la spiaggia sarà affollata, ma noi oggi si va al mare. debora è arrivata puntuale con la fettina di manzo ancora sullo stomaco, mentre io e orlanta fingevamo di essere più che satolle col nostro mezzo uovo, mezza mozzarella e 7 foglie contate di rughetta nel nostro. zaini nel bauletto e donne in sella abbiam preso la via per torvaianica, amena località marittima dove il non essere fotomodelle abbronzatissime risulta essere un problema secondario. lungo la strada vedevo il muscolo del braccio destro di orlanta gonfiarsi sempre di più in preda ad uno spasmo agonistico. il vento pareva avere l'unico obbiettivo di catapultarci fuori strada a colpi di raffiche superiori ai 40 nodi. io che non sono mai stata una abituè della moto cercavo di contrastarlo come potevo ma, vuoi che l'aria è popolata di bestiacce che decidono di suicidarsi sulla visiera del casco o sulle braccia nude, vuoi che ogni tanto il mio sguardo veniva catturato da qualche elemento paesaggistico inusuale, è capitato un paio di volte che io mollassi un po' bruscamente la posizione ottimale causando pericolosissimi squilibri all'assetto di per sè precario. alla terza orlanda m'ha detto uev, stai un po' ferma e stringi le gambe, dobbiamo essere un pezzo unico. ho immaginato il palco di christie's e sopra io e orlanta avvinghiate come se fossimo pronte ad affrontare un'imminente calamità naturale, al collo un cartellino con un numero e davanti a noi un pubblico urlante che sparava a raffica cifre a sei zeri. mi sono aggrappata come un koala a un eucalipto e ho detto orlà, va bene così? ora possiamo pure metterci all'asta!
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