lella con la stampella

Tengo al minimo il battito controllo che il respiro non ceda
Tengo al minimo il battito controllo che il respiro mi segua
24/05/2006

polaroid della pigrizia 1

fa caldo, capelli legati, maglietta a maniche corte, mutande (che a vederlo scritto è proprio brutto ma come volete che le chiami, slip?) ma, dulcis in fundo...
pantofole
sì, i calzini sono di colore diverso, ne sono consapevole. ma se non tiro neanche fuori le ciabatte cosa pretendete, che mi metta a cercare la coppia alle sette del mattino? :)

postato da weaver alle ore 16:28 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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23/05/2006

quando l'amore viene

il campanello suonerà!
po, po.
;)
postato da weaver alle ore 22:40 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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15/05/2006

imagine me & you

ebbene sì, anche chi fa della pigrizia il proprio status sociale a volte esce dal guscio per partecipare ad eventi culturali, soprattutto se trattasi di anteprime cinematografiche che ti permetteranno poi di dire con aria da intellettuale eh sì, sai, io l'ho già visto tre mesi fa, aggiungendo poi il dettaglio di gran vanto che la proiezione era in lingua originale senza sottotitoli ma ovviamente tralasciando l'altro dettaglio, ovvero che dei brillanti dialoghi di acuto umorismo inglese abbiamo capito si e no 4 parole: gay, flowers, bye e hot dog.
ma facciamo un passo indietro. la sera precedente orlanta mi ha chiamato per dirmi che le nostre amiche giovanna e annaelizabeth avevano degli accrediti per l'anteprima di un film a tema...

io tutta contenta ho manifestato il mio entusiasmo, orlanta si è intenerita, e in meno di 12 secondi il piano era fatto. chiusura anticipata del negozio, piatto di orecchiette radicchio e pecorino da me e poi via verso il civico della privatissima sala delle proiezioni in viale regina margherita che io avrei inequivocabilmente individuato con l'aiuto del fido mappy.
siamo arrivate con una puntualità imbarazzante in contemporanea alle altre elette per l'evento. la sala era al piano meno uno ma l'ascensore non ci conteneva tutte e cinque, quindi io e orlanta siamo state costrette ad attendere davanti agli organizzatori in uno di quei climi di imbarazzo che tanto ci sono congeniali. il dlin dlon dell'apertura delle porte è poi arrivato salvifico, e abbiamo raggiungiunto le altre giù. io non ho partecipato a tante anteprime in vita mia, ma vi assicuro che questa è stata davvero singolare: una sala di tutto rispetto occupata da numero 11 persone in totale. che sia stato uno spreco o un risparmio poco importa, quel che conta è che noi c'eravamo, e ci siamo potute scegliere con accuratezza maniacale i posti migliori. la visione di un film al cinema è un sogno cosciente, un viaggio nel proprio subconscio attraverso l'immedesimazione nei personaggi, un momento quasi mistico, insomma un sacco di pipponi inutili da studiosi di psicanalisi del film. la cosa veramente importante era che da lì a poco sarebbero apparse sullo schermo piper perabo e, anche se in quel momento ancora non conoscevo l'entità di tale visione, lena headey.
dopo le prime sei battute, dovendo prendere atto che non si trattava di un film in aramaico sulla passione di Gesù, mi sono accorta che il mio orecchio per l'accento inglese era sordo. ho cercato di farlo riprendere dandomi due o tre martellate sul martelletto ma niente, rispondeva solo l'altro orecchio, prettamente americano, cantando la sigla originale di willy il principe di bel air.
rassegnandomi all'idea che avrei dovuto fingere di capire le battute per non rovinare la mia fama di very good english speaker, ho cercato di non sforzarmi troppo, sapendo che dopo i primi due o tre tentativi di simultaneous translation orlanta m'avrebbe detto non te preoccupà, poi mi fai il riassunto dopo ;).
nonostante le difficoltà di comprensione il film è scivolato via allegramente tra commenti del tipo "io un giorno vorrei fare la fioraia" e "io la fioraia me la farei anche subito".
la trama è molto semplice: una ragazza è fidanzata da anni con il suo migliore amico.
lui è carino e in gamba e la ama davvero, ma è noioso come una tappa a cronometro del giro d'italia. lei però ancora non lo sa, è convinta che il suo destino sia passare il resto della vita con lui in una casa arredata con gusto, svegliarsi la mattina al suo fianco e leggere insieme il giornale, lei la cronaca, lui gli andamenti della borsa.
arriva il fatidico giorno del matrimonio, lei è felice come una pasqua tanto che si scorda pure di fare i bisogni prima di andare in chiesa, lui la aspetta all'altare nervoso come un pezzo di lesso con accanto il suo testimone nonchè migliore amico che non sa parlare d'altro se non di quella cosa che tira più di un carro di buoi. finalmente lei arriva in chiesa, inizia a camminare lungo la navata centrale, poi volta inavvertitamente lo sguardo alla sua sinistra, incrocia quello della bella fioraia addetta agli addobbi che già s'era capito lontano un miglio che stava dalla nostra parte, e click, le due riconoscono subito l'una nell'altra la loro anima gemella. lei però si sposa lo stesso, durante il banchetto fa un bel discorsetto sul matrimonio ma nel frattempo si spizza la fioraia che non s'è ancora capito come mai fosse stata invitata.
ah, i misteri delle sceneggiature. non posso darvi altre anticipazioni altrimenti vi rovino la visione, però due cose rivoluzionarie ve le dico: nessuna delle due muore e la ex etero non si tormenta di paranoie sul perchè improvvisamente le piacciono le donne. direi che è già tanto.

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09/05/2006

in quei giorni

in questi giorni ripenso spesso a quei giorni in cui tutto ciò che mi mancava dentro e intorno me lo costruivo con la fantasia. ero capace di passare giorni e notti intere a crearmi delle realtà così ricche di dettagli e così intense che arrivavo quasi ad emozionarmi. niente usciva dalla mia mente, non andavo in giro raccontando le mie invenzioni vendendole per vere, niente di schizofrenico andante, semplicemente me ne nutrivo in gran segreto per colmare quel vuoto che il cibo non riusciva a riempire.
è passato molto tempo da allora. la realtà ha cominciato a dire oh, guarda che ci sto pur'io, e per quanto all'inizio del nostro rapporto io le abbia riservato per lo più sorrisi di circostanza, col passare dei mesi e degli anni ho dovuto cominciare ad entrarci in confidenza. mica perchè ne avessi voglia eh, ma me la ritrovavo sempre tra le scatole e vi assicuro che l'indifferenza paga solo i primi tempi, poi tocca cercare il modo di convivere civilmente altrimenti il clima diventa teso, un po' come nella kasbah tra rosario rannisi e katia ricciarelli.

[...e vedremo se poi continuo]

postato da weaver alle ore 20:11 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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08/05/2006

in the works


molto presto (ma visti i miei tempi di aggiornamento non ci crederà nessuno) un grande ritorno (qua ci si fa di er con una media di 4 puntate a botta e si è finalmente giunte alla season 7) su questi schermi...
postato da weaver alle ore 12:54 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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08/05/2006

non ce stanno più i vegetali di una volta

da venerdì sera è cominciata la lunga serie di difficili digestioni che ha avuto fine solo ieri sera a cena col bucatino alla verza by orlanta che commenta sempre con un "non sa de gnente" mentre io invece mi lecco i baffi, forse anche perchè, dice lei e non si può darle torto, mia madre cucina tutto al vapore insapore.
venerdì sera, per l'appunto, siamo andate al ristorante vegetariano. tutta roba genuina, è solito pensare l'incauto commensale, ma egli sottovaluta le proprietà devastanti dell'onnipresenza di aglio e spezie misteriose che al confronto un etto e mezzo di sugna fritta va giù come l'acqua santa. non so se abbia fatto quest'effetto solo a me, devo ancora indagare. quella sera erano infatti presenti altre sette donzelle... Giovanna, che ha rinunciato ai primi in quanto pure i chicchi di riso erano farciti di ricotta, AnnaElisabeth, che non si sa per quale motivo ma i piatti suoi arrivavano sempre per ultimi a due lunghezze dai nostri e ha finito di mangiare verso mezzanotte meno un quarto mentre noi stavamo già alla terza manche di saltinmente, Lucia e Roberta che schifate dal sidro dolce annacquato hanno dovuto ripiegare su una birra analcolica chè sti salutisti si sa, ci tengono al tuo fegato, EleonoraViviana che a sentir parlare di un certo documentario su forme e dimensioni si sarebbe attaccata volentieri a una bottiglia di amaro per la gioia di Monia che, dal piatto riempito generosamente al buffet, avrà mangiato si e no due olive. dulcis in fundo BernardinaLeonildeAntonietta, che a quel ristorante c'era voluta andare esclusivamente per quelle polpettine di soia che erano squisite solo nei suoi ancestrali ricordi.
Io ho assaggiato un po' di tutto, ma le uniche cose che non mi son tornate a trovare nei sogni son state le zucchine grigliate. insomma, un ristorante da consigliare.

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