mi piace quando mi sveglio e FACCIO. piccole cose, alcune piacevoli altre meno, che se non ci fossi tu a stuzzicarmi forse non le farei e invece le faccio e poi sono contenta. dovrei stuzzicarmi da sola, lo so, ma è bello sapere che pensi a me :). e niente, così, oggi fa di nuovo caldo. cambio maglietta ed esco di nuovo, fino a stanotte. farò altre cose, alcune piacevoli altre meno, e penserò a te.
oggi esce nelle sale "La fabbrica di cioccolato". ho adorato big fish e pare che anche quest'ultima fatica del buon tim burton sia da vedere. saranno si e no sei mesi che non si va al cinema. un po' per colpa del biglietto caro, un altro po' di quel cartello che orlanta ha colpito in grande scioltezza grazie alla sua bella altezza e che ancora oscilla aspettando di vederci passare di nuovo là sotto per cadere. e vabbè il traffico, e vabbè il parcheggio, e vabbè che l'ultima volta eravamo andate a vedere quell'ammucchiata di fotogrammi e demagogia dal titolo "quando sei bambino sei già morto" o quello che era e siamo rimaste traumatizzate, però ogni tanto tocca pure fa' lo sforzo e piegarsi al fascino del grande schermo. e a me sta fabbrica dei cuscinetti adiposi mi ispira. andiamo?

ri-co-pio-na! ri-co-pio-na!
sulla falsariga della musa ispiratrice, ecco a voi un test che fa schifo ma che vi assicuro avevo cominciato a compilare con tutte le migliori intenzioni! :P
fatelo va, che tanto lo so che state in giro per i blog a cazzeggiare ;)
--> tutti i segreti della doc
... di esami. sob. il gatto frigna, la madre è al cinema col fidanzato, la tv è spenta che sennò lo so che alla fine me le guardo quelle casalinghe disperate, e io sono qui con la lampada ikea che illumina a stento i libri, una sigaretta in mano, e un silenzio rotto solo dalla serie infinita di acronimi che ripeto ad alta voce perchè qua tocca stimolare ogni tipo di memoria. vado a letto consapevole del fatto che mi sveglierò nel cuore della notte farfugliando qualcosa che si sarà miracolosamente impressa nel mio cervello, e al risveglio non ricorderò nulla se non.... boh.
mo pure la weaver si mette a postare poesie? eh, bisogna saper essere flessibili :)
Alcuni dicono che
quando è detta,
la parola muore.
Io dico invece che
proprio quel giorno
comincia a vivere
(quella gran furbacchiona della emily)
how pleased can one
sun setting make you
if you humble yourself
to it?
how grateful can you
really say that you are
just to be here and live
through it?
and when beauty asks a question
how often do you reply?
how often do you wonder
about life on the other side?
on the other side of sorrow
on the other side of rage
on the other side of ok
ok at all
in any way
imagine what loneliness
will drive someone to do
now multiply that times me
and multiply that times you
now imagine what it would take to make this all happen again
and just when you think you're gonna cry
multiply that times ten
you
are distracting me
from all other activities
and i know the fact of your presence
will dominate my memory
of this restaurant, this table
this day and this town
cuz i carry you baby
i carry you around
mi metto a studiare. entro dopodomani devo acquisire una discreta mole di informazioni e pare che il mio cervello sia in fase ram, ovvero, mi son letta un po' di blog e le vostre parole sono andate a riempire la memoria temporanea scalzando tutto ciò che di scolastico avevo appreso finora. è abbastanza fastidioso dover chiudere l'afflusso di pensieri per concentrarsi su altro. e vabbè. statemi bene per le prossime ore.
freccetta freccetta arrivo così alla guardiola del portiere che, trattandosi come già detto di un condominio all'avanguardia, si trova nella strategicissima posizione di controllo dell' intero fabbricato, ovvero tra 4 muri ciechi. il portiere, con atteggiamento autoritario, mi chiede dove sia diretta ed io, tutta fiera dell'informazione già acquisita, gli rispondo che devo andare da xxxxxx ma che l'ascensore A è rotto. torni al citofono e si faccia chiamare dall'ascensore B, dice. gli rispondo ok, e mentre torno sui miei passi mi chiedo come si risponda ad un ascensore quando chiama ma, come premesso tre post fa, quando il mistero si infittisce, la mia sete d'avventura diventa arsura. torno al cancello, ricitofono, spiego la situazione e dico in grande scioltezza di farmi chiamare dall'ascensore B, ma nel frattempo mi si è richiuso il cancello. citofono di nuovo biascicando parole in codice per nascondere l'imbarazzo e con aria circospetta entro nel fatidico ascensore B. all'apertura delle porte mi trovo davanti una signorina con la stessa voce che proveniva dal citofono. fosse che fosse che s'era accorta di un mio trascurabilissimo problema di orientamento?
a missione compiuta esco dall'ufficio di xxxxxx e ho la tentazione di tornare verso l'ascensore B, ma le scale mi chiamano con un tono così rassicurante che non so dire di no.
perchè il t9 del cellulare prestatomi da orlanta scrive "pompeiosa" al posto di smorfiosa? ok, forse smorfiosa non è un vocabolo così utilizzato da essere contemplato da un t9, ma perchè, pompeiosa sì? ma soprattutto, esiste sta parola? ai postumi l'ardua sentenza.
(continua da quello sotto...). vi disegnerei la pianta del condominio citato per facilitare almeno voi nell'orientamento, ma i minuti a disposizione sono si e no 5 e non voglio lasciarvi troppo sulle spine. l'ascensore A si trovava entrando dal cancello sulla sinistra. davanti a me una porta a vetri attraverso la quale potevo intravedere le care vecchie scale, ma era rigorosamente chiusa. mi sono quindi rivolta in direzione del cartello che diceva "ascensori b,c,d,e,f,g,h,i,l" e mi sono detta cazzo, manco l'empire state building c'ha tutti sti ascensori! forse mi trovo all'interno di un edificio di grande interesse turistico e non me ne sono accorta. evitando di assumere il tipico atteggiamento smarrito del turista all'interno dei musei vaticani ho seguito la freccia, sperando di incontrare qualcuno che potesse darmi indicazioni ma, che ve lo dico a ffa', la signorina entrata dal cancello un decimo di secondo prima di me si era già dissolta nel nulla... (minuti terminati, aricontinued...)
quando ero piccola credevo di essere uno dei goonies. andavo in giro con una strana borsetta beige che io credevo tipica degli esploratori, con dentro un coltellino svizzero, una bussola trovata su topolino, una macchinetta fotografica rotta e tanta sete d'avventura. oggi vado in giro portandomi dietro oggetti più convenzionali in una borsa con le patch, ma la sete è rimasta uguale, anche se di nature più varie.
ma quando c'è un enigma da risolvere, quando il mistero si infittisce, ecco uscir fuori il mio spirito avventuriero che, aggiornato all'era dei videogames, trova la sua più alta incarnazione in lara croft.
partita da casa in sella al mio fido dueruote che ha voluto ben 5 minuti di riscaldamento causa raro utilizzo (a lara ste cose non succedono, le bastano due salti con tuffo per arrivare a destinazione), mi sono diretta a viale tiziano 80. giunta al numero 70 le mie conoscenze matematiche si sono distratte un attimo facendomi pensare che fosse un numero dispari in quanto contenente la cifra 7. rischiando numero 3 botti, ho mantenuto lo sguardo sull'altro lato della strada fin quando ho potuto scorgere un bel 63. le conoscenze matematiche si sono quindi riattivate ma alla mia destra c'era già il 108. non so se conoscete viale tiziano, in caso negativo credetemi se vi dico che è motorinisticamente impossibile fare un'inversione repentina. sono quindi arrivata sul lungotevere, ho fatto la rotatoria e son tornata indietro, ma su un'altra via. inutile dirvi che, per circa un km, dei cartelli tondi rossi con una striscia bianca in mezzo mi dicevano aho' qua non puoi girà a sinistra. sono così tornata al punto di partenza. mi sono detta ok, il peggio è passato, ora trovo l'80 ed è fatta. povera illusa. ho citofonato e mi han detto avanti, scala A quarto piano. non so se sia per colpa della vicinanza all'auditorium ma il condominio al numero 80 di viale tiziano è un chiaro esempio di architettura futuristica. le indicazioni non accennano a scale, bensì ad ascensori, e ovviamente l'ascensore A era rotto... (to be continued).
...e chissà se questo è
il segreto per vivere con me
seduto su un grattacielo devo stare
in alto come un falco per non farmi catturare...
e chissà perchè m'è venuta in mente questa canzone. ricordo mille canzoni a memoria ma puntualmente, quando vado a controllare i testi, scopro che c'è sempre una parola che sbaglio, una parola molto simile all'originale, ma che cambia profondamente il senso delle frasi....
(mia madre mi ha appena detto che con un po' di fantasia assomiglio a nicole kidman in "my life"... uhm.. vabbè, pubblico sto post e la faccio rinchiudere ;).
... e di solito scopro di preferire il significato che scaturisce dall'errore. forse questa strana costante dipende da un fattore inconscio (che fa molto trendy) che mi porta a sostituire la parola ascoltata con quella che invece si avvicina maggiormente al mio sentire. o forse sono solo un po' dura d'orecchi. fatto sta che è sempre un trauma. perchè mai? vi chiederete voi. perchè, tanto per fare un esempio, se decido di dedicare una canzone, come faccio a spiegare al destinatario che sì, la canzone dice questo o quello, ma io in realtà avevo capito un'altra cosa? so' problemi. ed è anche un po' imbarazzante. e a dirla tutta sono un po' imbarazzata anche con me stessa per tutte le lacrime che ho versato su certi testi per poi scoprire di averli fraintesi. un po' come la prima volta in cui qualcuno mi guardò perplesso quando dissi "tanto va la gatta a largo che ci lascia lo zampino".