dimmi quando quando quandoooo
e baciandomi dirai
non ci lasceremo mai
m'è uscita così... sarà che sono di buonumore :) unica nota dolente (o forse no) è che il mio buonumore non è indipendente. dipende dal tempo che fa, se il latte di soia è fresco o s'è trasformato in una poltiglia grigiastra, se accendo la macchina del caffè e fischia subito o se dopo lunghi minuti di attesa scopro che non c'è acqua. dipende da dove s'è stabilizzato il mio livello di autostima, se la maglietta che volevo mettere è appallottolata in lavatrice o bella piegata dentro al cassetto, se ho più o meno di 50 centesimi nel portafoglio, se la tua voce mi accoglie e mi scioglie o no. oggi sì :)
arrivo per prima :)
come ieri sera all'appuntamento davanti al cinema quando io e orlando abbiamo abbattuto il muro del suono giungendo con appena 30 minuti d'anticipo. il film, gioco di donna, scelto per la validissima ragione del bacio saffico tra sciarliz teiron e penelope ruz, è stato un po' una delusione. sto bacio è durato due secondi con tanto di morso sanguinoso che ha reso il tutto più pulp che sensuale. sempre ottima la performance di sciarliz, peccato per la storia banale e l'inespressività di lui... tre espressioni: con la barba, senza la barba (copiright di orlando) e con la giacchetta di pelle (questa l'ho detta io però :P). se qualcuno fosse stato seduto davanti a noi durante la visione avrebbe pensato che si trattasse di un film comico del quale non riusciva a cogliere la profonda ironia, ma i due che occupavano quei posti hanno ben pensato di spostarsi dopo i primi tre fotogrammi... di chi sarà stata la colpa? la sugna tace.
chi non ha mai sperimentato un pic-nic sbracata sulle spighe alte mezzo metro a qualche centinaio di passi da un acquedotto romano, non era con noi ieri. non ha potuto mangiare quintali di insalata di riso, esprimere in maniera più o meno logorroica le proprie sensazioni su chi aveva intorno, fare la pipì dietro la casa della contadina, rimorchiare tre ignare signore e farsi poi offrire il caffè venuto da lontano, scoprire dove c'ha la luna nera, apprezzare il grande ruolo che ha la SUGNA nei piatti tipici nostrani. non ha quindi vissuto una giornata bucolica all'insegna di risate nonsense e discorsi esistenziali.
io c'ero. e con me altre 7 aitanti donzelle che non si sono fatte spaventare dalla continua e incombente minaccia delle serpi dell'acquedotto e di tutti quei simpatici animaletti che albergano usualmente nei prati, ragazzini molesti compresi. le sette donzelle hanno, in ordine sparso: discusso di astrologia, riso, mangiato riso, inserito salatini e patatine nelle narici, letto qualche pagina di libro, allungato le mani sulle tette altrui e nei propri pantaloni, mangiato ancora (ad orario continuato), strappato spighe, schiacciato micro pisolini su chiappe varie, hanno cercato gesti e dato attenzioni, donato parole di conforto e sfogato rabbie. hanno scambiato qualcosa di non superficiale. ebbrave :)