lella con la stampella

Tengo al minimo il battito controllo che il respiro non ceda
Tengo al minimo il battito controllo che il respiro mi segua
24/02/2005

lemma: subdolo

definizione: falso, ingannevole, infido.
sinonimi: ambiguo, ipocrita, viscido.
credo di avere seri problemi con le persone subdole. e chi non ce l'ha, direte voi. in effetti, stando alla definizione, mi risulta difficile pensare di essere la sola. ma ho detto che ho dei problemi, mica che so' originale.
le persone hanno tanti aspetti caratteriali poco condivisibili, me compresa, ma la subdoleria, come la chiamerebbe la venerabile vulvia, mi da la nausea di più. posso tollerare la tirchieria, sorvolare sull'ignoranza, schivare la superficialità, ignorare l'inettitudine, metabolizzare l'egoismo, ma la subdoleria mi rimane proprio indigesta. penso sia per la sua forte componente di premeditazione. è un po' come l'omicidio. quello colposo può essere involontario, quello volontario può essere un caso isolato dettato dalla follia, quello premeditato è proprio l'omicidio più stronzo. lo si studia bene, lo si pianifica cercando di uscirne il più puliti possibile quando l'anima è già nera come la merda delle iene. si trovano alibi, attenuanti, giustificazioni, ma alla fine la storia è solo che hai ammazzato qualcuno e c'hai pure pensato bene su. la premeditazione è alla base dell'essere subdoli. essere subdoli è l'arte del fare del male a carte coperte. lo studio del punto debole da colpire rigorosamente alle spalle. l'abilità nell'indossare una maschera per nascondere il vero volto dell'assassino.

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22/02/2005

ho capito

l'ho capito cosa mi blocca. penso di dover scrivere sempre cose spiritose ironiche sceme e forse non sono niente di tutto ciò in questo periodo (a parte scema). forse è il mio periodo serio, che ci passano tutti prima o poi, un po' come la fase orale, la fase anale, il tunnel carpale. si attraversano. sono allegra eh, sia mai il contrario, che senza allegria la vita vale meno la pena. mi chiedo come faccia la gente a vivere sempre col broncio. e non parlo del mitico broncio di joey potter che lei se lo poteva permettere. ma non volevo parlare di questo perchè non c'entra con la serietà e va a finire che vado fuori tema e mi perdo come al solito. non ho più voglia del puro cazzeggio. vorrei un lavoro per potermene andare di casa, una macchina affidabile, degli orari da rispettare. forse addirittura delle responsabilità che mi mettano un po' d'ansia, prendermele ed esserne soddisfatta. forse sono solo stanca di essere tutta potenzialità e niente fattività. forse parlo di lavoro, orari, oggetti e invece dovrei parlare di insicurezze, urla e amore. ho riempito lo spazio bianco di questo editor e ho detto solo forse. mi sa che manco di incisività.
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17/02/2005

etichette

ultimamente mi sembra di non avere abbastanza energie da dedicare a questo blog. o forse non è che mi sembra, è proprio così. forse non ho argomenti. e allora non mi resta che intrattenervi con dissertazioni riguardanti il residuo fisso a 180° dell'acqua levissima che è pari a g/l 0,0755. tutti siamo a conoscenza della fondamentale importanza di un basso residuo fisso nell'acqua, ma cosa cazzo voglia dire non lo sa nessuno, tranne i chimici all'ascolto, se ce ne sono. sappiamo che con un basso residuo fisso l'acqua è più leggera, che fa fare tanta plin plin, che mandandola giù potremmo addirittura librarci in volo. non so perchè ma io se penso al residuo fisso dell'acqua mi viene in mente il fondo dei succhi di frutta nelle bottiglie in vetro. era meglio se non tiravo fuori manco questo argomento, ve'? uhm.

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02/02/2005

riflessioni semi inutili del primo pomeriggio

ci si lamenta sempre un po'. tutti. ci si lamenta del poco che si ha. pochi soldi, poco tempo, pochi capelli. e del troppo. troppa ciccia, troppi problemi, troppi capelli. il giusto sembra non esserci mai. è tutto troppo o poco. mai sentito nessuno dire che ha i soldi che bastano, il tempo che basta, il perfetto numero di capelli. io invece voglio dire che ho il giusto numero di problemi. non sono superiore alle lamentele, per carità, ma a pensarci bene ho proprio un giusto numero di problemi (oltre che di capelli). quel tanto che basta per sentirmi fortunata senza essere sguaiatamente felice, quel tanto che basta per piangere senza sentirmi una derelitta. uhm, sarò mica troppo ottimista? :)

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